Residui organici

Residui organici

La gelsibachicoltura genera una varietà di residui organici lungo l’intera filiera come ad esempio le foglie di gelso non consumate o gli escrementi dei bachi (frass). In un’ottica di valorizzazione integrata e sostenibile, questi materiali possono essere recuperati e trasformati in fertilizzanti organici o ammendanti.


Proprietà e utilizzi

Gli escrementi dei bachi e i residui vegetali del gelso sono ricchi di azoto organico e microelementi.

Frass e foglie, se opportunamente trattati, producono, infatti, il compost, un fertilizzante organico ottenuto dalla trasformazione controllata di scarti organici in presenza di ossigeno. Il processo, detto degradazione aerobica, avviene grazie all’azione di microrganismi e produce un materiale ricco di sostanza organica, utile per migliorare la struttura e fertilità del suolo e migliorarne la ritenzione idrica, rappresentando un’alternativa sostenibile ai concimi chimici. Può essere utilizzato direttamente nei gelseti o in altri impianti agricoli, riducendo gli sprechi e migliorando la salute del suolo.

Gli enzimi e microorganismi presenti nel compost possono stimolare la crescita radicale e aumentare la resistenza delle piante agli stress ambientali.

L’integrazione del compost o di altri fertilizzanti naturali nelle coltivazioni di gelso chiude il ciclo produttivo, abbattendo i costi di smaltimento, riducendo l’impatto ambientale e migliorando la resilienza della filiera serica.

I residui d’allevamento, opportunamente addizionati con altri sottoprodotti di origine organica, possono essere impiegati come substrato per la produzione di biogas, contribuendo alla transizione energetica e alla valorizzazione sostenibile dei reflui.


Tracciabilità e Certificazioni

  • Certificazione biologica
  • Tracciabilità tramite blockchain della filiera produttiva